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Come tutto cominciò...

Il Gruppo Kolbe è una realtà assolutamente unica all’interno della Parrocchia di S.Giuseppe da Copertino di Roma. È animato da un gruppo di giovani volenterosi (dai 18 ai 99 anni) che dedicano parte del proprio tempo ai loro amici diversamente abili.

Il gruppo nasce nel 1993, su iniziativa di Padre Giancarlo Zamengo che, anni prima, aveva realizzato un progetto simile a Milano. È un giorno di maggio del 1993 quando Padre Giancarlo propone ad alcuni ragazzi una vacanza “alternativa” a Casargo (dove l’associazione di Milano trascorreva l’estate). Nessuno di loro aveva mai fatto un’esperienza simile, e i ragazzi erano titubanti, impauriti, dubbiosi. Eppure, decisero di accettare l’invito. Non sapevano che quell’esperienza li avrebbe cambiati per sempre. Furono dei giorni indimenticabili all’insegna dell’avventura, dell’amicizia e del divertimento. A quella prima, magnifica esperienza estiva parteciparono solo sei volontari, ma da quei giorni indimenticabili, germogliò il seme di una pianta che ancora oggi dà i suoi frutti, una pianta che ogni anno cresce sempre più rigogliosa, e regala i suoi fiori a chi ha la fortuna di avvicinarvisi. Tornati da quella vacanza, infatti, la voglia di mettere a disposizione le proprie energie e il proprio tempo per questo progetto era davvero enorme… Cominciò dunque una ricerca, per informarsi sulla situazione delle famiglie del quartiere, e così, attraverso un passaparola tra i giovani della zona, con un piccolo gruppo di volontari e ragazzi disabili, si diede vita al “Gruppo Auto-Aiuto”. Questo era il nome originario, a sottolineare il fatto che non si trattava di un gruppo di assistenza: fin dall’inizio infatti, nessuno si proponeva finalità pedagogiche e/o terapeutiche; l’unico scopo era quello di trascorrere insieme ai ragazzi un pomeriggio all’insegna del divertimento e della spensieratezza. Troppo spesso infatti, sono la solitudine e l’isolamento (dei i ragazzi e delle loro famiglie) i mali più difficili da affrontare.

Il cammino del gruppo è proseguito nel corso degli anni, tra momenti di grande gioia e condivisone, ed altri di difficoltà (a volte grandi difficoltà). Dopo il trasferimento di Padre Giancarlo, furono don Massimiliano di Lisa prima e don Paolo Mancini poi, ad accompagnare i ragazzi nella loro avventura. Oggi, la responsabilità del gruppo è affidata al parroco, Don Mauro Manganozzi che, pur catapultato all’improvviso nella realtà di S.G.D.C., ci ha dimostrato da subito stima e affetto.

Ma cosa significa “essere gruppo Kolbe”?

Ci incontriamo tutte le domeniche per trascorrere il pomeriggio insieme. Quando facciamo le nostre passeggiate, tutto il quartiere riconosce il suono delle nostre voci festanti che intonano stornelli e canzoni. Durante i nostri lunghi pomeriggi domenicali, ci dedichiamo a tante passioni: attività manuali varie, giochi all’aria aperta, gite e…molto altro! A Natale, a Pasqua e alla fine dell’anno ci ritroviamo anche insieme alle famiglie dei ragazzi: sono esperienze preziose che ci permettono di condividere e festeggiare tutti insieme momenti così importanti dell’anno. A Natale inoltre, ci cimentiamo nel teatro: organizziamo recite dai temi più svariati e strabilianti (merito il più delle volte della collaborazione tra il mitico Joey e Andrea!).

Il momento più atteso dell’anno rimane però la vacanza estiva, che da sempre condividiamo con l’Associazione Kolbe di Milano: i due gruppi sono legati da stima e affetto reciproci, frutto di anni di avventure vissute insieme. Durante questo periodo estivo sono tante le iniziative: giornate al mare, in piscina, nelle fattorie (dove con i nostri amici prepariamo un... ehm, ehm... OTTIMO PANE… e ancora marmellate, biscotti, etc.); visite all’acquario, al delfinario, al maneggio, e ancora gite in barca, e – non paghi – giri turistici per le belle città d’arte (Urbino, Pesaro, San Leo e Macerata). Perché tanta importanza? Perché è nei dieci giorni di “campo estivo” che sperimentiamo la vera condivisione, il senso profondo del vivere “con l’altro” e soprattutto “per l’altro”. Perché è nella scoperta della felicità e della gratitudine negli occhi dei nostri amici, che sperimentiamo la “Vera Gioia”; ed è solo vivendo un’esperienza così forte, 24 su 24 a contatto con i nostri amici, che possiamo immaginare di scoprire la loro profonda umanità; l’umanità che troppo spesso non riusciamo a vedere, nascosta dietro il nero velo della “diversità”. Un velo: il nero sipario che caliamo davanti a ciò che non riusciamo a comprendere, sacrificando l’umanità delle persone sull’altare del quieto vivere e della vita comoda.

Eh si, noi siamo un vero gruppo di amici: la diversità è solo quello che si nota se si guarda da lontano, ma avvicinandosi un pò..ti accorgi di avere accanto un amico e scopri quanto sia bello un abbraccio, di quanto sia grande il valore di un sorriso e quanti messaggi possono essere contenuti in un solo sguardo. E ti accorgi di quanto sia vera la frase di Antoine de Saint- Exupery nel Piccolo Principe:“L'Essenziale è invisibile agli occhi...non si vede che con il cuore". Noi siamo semplicemente questo: un gruppo di amici. si sta insieme, si gioca, si ride, si balla e – finalmente! - si va in vacanza.

Nonostante alcuni momenti di difficoltà, il gruppo oggi può vantare un cospicuo numero di volontari (anche se non sono mai abbastanza!): c’è chi corre con Gianni, chi scherza con Felice, chi canta con Leo chi porta la macchina… ognuno mette i propri talenti al servizio dell’altro ed è bello così. Chiunque arrivi è una ricchezza per il gruppo: egli dona una parte di sé al gruppo ed insegna agli altri un modo differente di stare insieme; ed è proprio questa la meraviglia del gruppo: le doti, le emozioni, le esperienze si sommano, le difficoltà si dividono!